Page:Rousseau - Collection complète des œuvres t7.djvu/432

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LA GERUSALEMME LIBERATA, CANTO SECONDO.


Mentre il Tiranno s’apparechia all’armi,
Soletto Ismeno un di gli s’appresenta :
Ismen, che trar di sotto ai chiusi marmi
Pub corpo estinto, e far che spiri e senta :
Ismen, che al suon de’mormoranti carmi
Sin nella reggia sua Pluto spaventa,
E i suoi Demon negli empj uficj impiega
Pur come servi, e gli discioglie, e lega.


Questi or Macone adora, e fu Cristiano,
Ma i primi riti anco lasciar non puote ;
Anzi sovente in uso empio e profano
Confonde le due leggi a se mal note.
Ed or dalle spelonche, ove lontano
Dal vulgo esercitar suol l’arti ignote,
Vien nel publico rischio al suo signore,
A Re malvagio consiglier peggiore.